E' ora di aiutare le Rondinilunedì 19 marzo 2012

E' ora di aiutare le RondiniIl progetto “È ora di aiutare le rondini” è un’ambiziosa indagine di censimento estensivo delle popolazioni di rondini nidificanti in varie aree della Lombardia, con lo scopo di ottenere una stima accurata della distribuzione e della consistenza numerica di questa specie, nonché dello stato di salute delle popolazioni di questo insettivoro.

Tale progetto è nato su iniziativa del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, grazie al contributo della Regione Lombardia, alla collaborazione di numerosi gruppi di Guardie Ecologiche Volontarie, ed al supporto scientifico del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca. Esso si è concretizzato nel 2011, quando è stato svolto un censimento delle colonie di rondini nidificanti in 420 cascine distribuite in 10 aree di studio nella Lombardia, e rappresenta il più esteso progetto di censimento di rondini mai effettuato al mondo. I dati, raccolti secondo un protocollo standardizzato, hanno consentito di stimare il numero complessivo e la densità di rondini nidificanti in ciascuna area di studio.


Il Progetto

Il progetto nasce in seguito al preoccupante andamento della popolazione di Rondine sia in Italia che nel resto dell’Europa. Lo European Bird Census Council ha stimato un calo complessivo del 9% in Europa nel periodo 1990-2006, ma in Lombardia la situazione è molto più preoccupante, con un calo valutato del 4.3% all’anno. Le cause di tali marcati cali demografici vanno probabilmente ricercate nelle variazioni delle pratiche agricole e zootecniche che sono avvenute nelle campagne negli anni recenti, dove l’agricoltura si è sempre più indirizzata verso monoculture estese su appezzamenti di dimensioni sempre maggiori e dove si è assistito alla progressiva dismissione dell’allevamento, soprattutto bovino, in molte cascine. Questi cambiamenti nelle pratiche agricole comportano una semplificazione dell’habitat e la scomparsa di siepi e margini tra i campi che rappresentano aree importanti per la sopravvivenza di molte specie di uccelli legate agli agro-ecosistemi.

La Rondine, inoltre, si alimenta prevalentemente sui prati da sfalcio e sulle colture foraggere in generale e la loro progressiva riduzione a favore delle colture cerealicole può aver ridotto la disponibilità di insetti volanti di cui la rondine si nutre ed aver quindi contribuito al declino delle popolazioni. In conclusione la rondine si pone come un indicatore biologico importantissimo per la qualità del paesaggio agricolo e soprattutto per la biodiversità vegetale e di conseguenza animale, nelle aree agricole. «Una rondine non fa primavera, ma di sicuro fa qualità… » come espresso dal coordinatore del progetto Guido Pinoli.


I Risultati

Per quanto concerne i risultati ottenuti, in prima analisi si è notato che le aree nella bassa pianura presentano le maggiori densità di rondini nidificanti, con un massimo nella pianura cremasca. Le densità minori si osservano, invece, nella fascia collinare (province di Como, Monza- Brianza, Lecco). È stato inoltre conteggiato il numero complessivo di cascine presenti in ciascuna area di studio tramite l’accurata osservazione delle Carte Tecniche Regionali (scala 1:10.000), di foto aeree e di Google Earth. Questo conteggio, interpolato con i dati ottenuti a campione, ha permesso di stimare il numero complessivo di coppie di rondini nidificanti in ciascuna area di studio e la densità di rondini intesa come numero di coppie nidificanti per km2. Si osserva una considerevole variabilità nel numero di coppie nidificanti e nelle densità di rondini tra le diverse aree, come evidenziato dalla seguente Tabella riassuntiva:


Area

Siglia

Numero coppie stimato

Densità stimata (Coppie/Km2)

Pianura cremasca

CR

572

8.45

Bassa pianura bresciana
BB

1496

7.47

Parco Adda Sud

AS

1659

6.82

Parco delle Groane

GR

141

4.05

Area del Sebino Bresciano

SB

279

3.58

Area di Morbegno

MO

205

3.16

Parco di Montevecchia e della Valle del Curone

MC

77

2.79

Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate

AP

170

2.07

Parco della Valle del Lambro

VL

114

1.39

PLIS dei Colli briantei

CB

39

0.98


Hanno partecipato al progetto i seguenti Enti con le loro GEV (in ordine alfabetico): Area di Morbegno, Area del Sebino Bresciano, Bassa pianura bresciana, Parco Adda Sud, Parco delle Groane, Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, Parco della Valle del Lambro, Pianura cremasca e PLIS dei colli briantei.


I materiali divulgativi

All’interno del progetto è stato prodotto diverso materiale divulgativo allo scopo di sensibilizzare gli agricoltori, le Guardie Ecologiche Volontarie e la popolazione sul problema delle rondini e portare a conoscenza il grande pubblico delle caratteristiche biologiche e le problematiche di questa affascinante specie. Lo strumento più importante per la divulgazione è sicuramente il sito internet, di semplice consultazione e ricco d’informazioni e filmati di alta qualità, oltre alla relazione finale dello studio redatta dal Dr. Roberto Ambrosini dell’Università Statale-Bicocca. Per accedervi basta digitare l’indirizzo internet www.aiutiamolerondini.it. Il materiale cartaceo, consiste in una brochure di 32 pagine ed un pieghevole. La prima raccoglie, con linguaggio semplice e divulgativo, informazioni sulla biologia, il comportamento, i rischi per la specie ed il progetto, il tutto accompagnato da numerose fotografie di sicuro impatto. Il secondo, più leggero e schematico, affronta in poco spazio i principali temi d’interesse sulla Rondini e le sue peculiarità biologiche. E’ stato poi prodotto un orologio con il logo del Progetto e riferito al messaggio “E’ora ai aiutare le Rondini”. Ultima, la stampa di adesivi con il logo “E’ ora di aiutare le rondini”, semplice ed efficace sistema per far conoscere il progetto attraverso il suo simbolo.


Il futuro del progetto

Per il futuro risulta di grande importanza scientifica, oltre che applicativa, la ripetizione del censimento nelle medesime aree di studio e nelle medesime cascine studiate nel 2011 fino al 2015, in modo da ottenere stime, il più possibile precise, dei trend demografici in atto nelle colonie di rondini. Queste cascine diverrebbero, pertanto, le “stazioni” di una “rete” di monitoraggio di lungo periodo delle rondini, in grado di rilevare rapidamente i cambiamenti nella distribuzione ed abbondanza di questa specie e di indicarne le possibili cause. La prosecuzione del censimento nelle prossime stagioni riproduttive sul medesimo campione di cascine rappresenta, quindi, l’obiettivo principale per il prosieguo di questo progetto e sarebbe facilitato dalla diffusione nelle aree di studio di GEV già in possesso delle competenze necessarie a svolgere tale lavoro. La disseminazione dei risultati sul territorio prevede quindi il coinvolgimento sempre più attivo del pacifico esercito verde delle GEV lombarde, il contatto e la sensibilizzazione di un maggior numero di agricoltori, che nella loro attività possono custodire le rondini. Contestualmente si stanno valutando delle misure per favorire la presenza di colture a prato e foraggere intorno alle cascine, un elemento fondamentale per la alimentazione delle rondini adulte e dei nidiacei.

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